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Cantu di Rosi e Spini

Cantu di Rosi e Spini

Lo spettacolo muove dal lavoro effettuato dal musicologo Alberto Favara, che nel suo Corpus di musiche popolari siciliane (compilato tra la fine dell’Ottocento e gli inizi Novecento) ha trascritto centinaia di canti, ballate, abbanniatine del popolo siciliano, successivamente musicate e interpretate da Rosa Balistreri.
Tra le canzoni si collocano brevi interventi di prosa tratti dal lavoro di Nino Martoglio, con la sua Centona (raccolta di poesie, ballate di cantastorie, componimenti sacri della tradizione sicula), e poesie di Ignazio Buttitta, poeta contemporaneo che ha collaborato con Rosa Balistreri scrivendo per lei e con lei memorabili testi e canzoni, come La Sicilia avi un patruni e Li pirati a Palermo.

Cantu di Rosi e Spini è un viaggio tra passato e presente, in cui si alternano colori, immagini, suoni che parlano d’amore e gioia, di arsura e miseria, di rivolta e protesta, di gioco e corteggiamento, di lamento e liberazione, là dove il sogno si mischia alla realtà, la leggenda alla storia.

La direzione della ricerca va verso una musica frutto della contaminazione fra stili diversi, capace di fondersi e supportare un recitar-cantando, tipico non solo del repertorio popolare siciliano.
Questa confluenza, libera da ossessioni filologiche o di genere, cerca di dar vita all’immensa varietà di emozioni, sentimenti, tensioni spirituali comuni a tutti gli uomini, indipendentemente dalla loro provenienza.

Il gruppo è formato da:
Maurizio Sazio, voce
Max Jacob, bouzouki e voce
Arno Peck, chitarrone
Lakshman D’Orlea, chitarra barocca
Gionni Dall’Orto, liuto percussioni basso

Manila Persoglia, Danze

Scenografia
Lisa Lazzarini

Luci
Lucas Berisso

Ospiti
Florent Catry, organetto
Giovanni Bellavia, tamburello